2010



Enrico Merlin



"Eclettico e estroso, musicalmente onnivoro, con un piede nel rock ma il cuore rapito dalla musica di Miles Davis, Enrico Merlin ha la capacità di includere tanti elementi diversi nella sua musica senza mai risultare barocco e autoreferenziale.
Marcello Mairer (Il Trentino)

Merlin è uno che sa il fatto suo e tiene desta l’attenzione dell’ascoltatore con invenzioni continue, a volte spiazzandolo, a volte fornendogli rassicuranti punti di riferimento. Ma non c’è nulla di scontato e l’imprevisto è sempre dietro l’angolo."
Roberto Valentino (Strumenti Musicali)

Enrico Merlin (chitarra, laptop, live electronics)






Marcella Carboni



"Da diversi anni Marcella Carboni esplora con tenacia e passione un universo di suoni che raramente ha visto protagonista l’arpa. Dopo il diploma, nel 1995, ha dedicato tutte le sue forze alla ricerca di una sintesi. Il risultato, secondo le parole di Franco Fayenz, è quel suo “equilibrio fra il jazz e la musica europea, fra scrittura e improvvisazione, tecnica impeccabile e suono affascinante”
(Il Foglio, 18 agosto 2007).

Marcella Carboni (arpa, live electronics)






Tiger Dixie Band



La Tiger Dixie Band è una delle poche band a livello internazionale, che si dedica sistematicamente al recupero del Jazz degli "anni ruggenti", proponendolo con un approccio interpretativo originale ed attuale.

Le atmosfere tipiche del New Orleans e del Chicago Style, del Charleston e del Ragtime, sono filologicamente rispettate nel timbro e nello spirito, anche per via dell'utilizzo di alcuni strumenti originali dell'epoca. Il sound generale è però filtrato attraverso le esperienze musicali più moderne dei singoli membri della Tiger Dixie Band, che si fondono sui vari piani dell'esecuzione (dall'arrangiamento all'improvvisazione).

Ciò fa sì che il repertorio del gruppo, anche quando questi si muove nel territorio tradizionale, non risulti un prodotto di carattere revivalistico, ma piuttosto espressione della volontà di rendere evidente quanto questo genere musicale non sia invecchiato più dello Swing, del Bebop o dell'inossidabile "corpo" degli standards. Alla base dei vari progetti della Tiger Dixie Band vi è quindi l'idea che la musica di Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Fats Waller, Bix Beiderbecke e degli altri giganti degli albori del 20° secolo e del primo dopoguerra, ha pari nobiltà delle altre correnti jazzistiche e può essere ulteriormente sviscerata e riproposta ai nostri giorni senza ricadere in stucchevoli operazioni di ripristino conservativo.


Paolo Trettel (tromba), Gigi Grata (trombone), Hannes Petermair (Sousaphone), Enrico Merlin (banjo), Claudio Ischia (percussioni)





Silvia Donati & Standhard Jazz Trio




"Singin' in the brain" comprende composizioni originali, standard della tradizione jazzistica e canzoni provenienti da diversi repertori.....già il titolo, che deforma quello di una vecchia canzone, fornisce una precisa indicazione sulla natura di questo lavoro. L'approccio naturale ed istintivo di StandHard 3io e Silvia Donati all'improvvisazione, intesa come processo compositivo e non solo performativo, e una forte tendenza a sperimentare sono i fattori chiave del lavoro di reinvenzione del materiale scelto. Le decisioni in merito agli arrangiamenti sono state ridotte al minimo, al fine di creare un’atmosfera aperta e libera, caratterizzata da una profonda ricerca di interplay tra i 4 musicisti, ove la tensione tra accordo/disaccordo di gesti musicali simultanei risulta essere il centro di tutto il progetto.

Standhard 3io è pronto a correre molti rischi nel suonare: strutture, ritmo, armonia, melodia, forma, dinamiche, vengono spesso deformate e de-costruite evidenziando un certo piglio 'punk' (simile all'eccitazione di un bimbo che smonta un giocattolo). Il linguaggio jazzistico è dunque soltanto un componente della miscela, un mezzo espressivo e non un assioma estetico. L'atmosfera dei brani ricopre un ampio spettro espressivo: da orizzonti minimali a tessiture affollate, da acide schegge ironiche a meditazioni su temi 'impegnati'. Silvia Donati, con la sua grande sensibilità e originale vocalità, si unisce al gioco piegando melodie e strutture con grande creatività e regalando un insostituibile spessore emotivo.

Nella continuità concettuale del Festival, Silvia Donati è stata ospite l'anno scorso con il progetto Encresciadum dove Jazz e testi ladini si incontravano in una miscela inedita, il pianista Alfonso Santimone ha partecipato come pianista del gruppo Funky Football e il bassista Alessandro Fedrigo ha accompagnato la cantante Alessia Obino.


Silvia Donati (voce), Alfonso Santimone (pianoforte), Alessandro Fedrigo (basso), Gianni Bertoncini (batteria)






69 STRINGS - 12 GUITARS
Diaphonic Solos




Nove chitarristi e tre bassisti diretti da Enrico Merlin divisi in solo o in duo creano un percorso di suoni e sensazioni attraverso l’arte pittorica e fotografica che riempie di Jazz Palazzo Assessorile. Ogni stanza è cassa di risonanza per la personalità di un singolo musicista ed è l’ascoltatore, decidendo distrattamente o con intenzione il proprio punto d’ascolto fra una stanza e l’altra, a percepire una situazione sonora e spaziale unica per ognuno.


69 STRINGS - 12 GUITARS



Dodici come le note del sistema cromatico, i mesi, i segni zodiacali, le ore, le coppie di costole nel corpo umano e delle vertebre toraciche, le tavole del diritto romano, il numero dei giurati nel processo penale anglosassone, nonchè numero magico e sacro di molte religioni...
I musicisti sono disposti in cerchio con il pubblico al centro.

69 Strings-12 Guitars” è di fatto un organismo che si autogenera, dove ogni musicista mette al servizio degli altri componenti le sua peculiarità, al fne di fare evolvere e crescere l’organismo, come gli organi di un essere vivente. L’improvvisazione è il veicolo principale con cui la musica si sviluppa in percorsi sempre diversi. Apparentemente una follia sonora, “69 Strings-12 Guitars”, con la sua disposizione nello spazio crea un reale effetto surround multicanale, proiettando il suono da ogni direzione e rendendo altamente soggettiva la percezione auditiva di ogni singolo ascoltatore. Le regole abituali dell’ascolto vengono drasticamente sovvertite, ponendo l’ascoltatore al centro della scena. Da cristalline foreste di armonici a verticali muri di suono, da vorticosi mulinelli a groove contagiosi, da stratifcazioni politonali a dinamiche imprevedibili, “69 Strings-12 Guitars” vi condurrà in un modo sonoro incredibile e emozionante. Un’esperienza unica ed irripetibile.


Tommaso Costa, Massimo Cristofolini, Stefano Dallaserra, Daniele Debernardis, Stefano Licio, Andrea Lorusso, Andrea Lucchi, Paolo Tiago Murari, Stefano Negri, Gabriele Salvaterra, Daniele Torresan,
Special Guest: Marco Cappelli
Direzione: Enrico Merlin





Maurizio Bestetti & Enrico Merlin


La “notte blues” è un appuntamento immancabile e consolidato all’interno della programmazione di NonSoleJazz Festival, è il momento che unisce tradizione e cultura giovanile, l’atmosfera di un sabato di festa e musica di altissimo livello. Ben pochi sono al giorno d'oggi i musicisti che padroneggiano il Blues tradizionale come Maurizio Bestetti, con una voce ed una chitarra che sembrano provenire direttamente dai campi della Luisiana. A contraltare la chitarra di Enrico Merlin che al linguaggio blues tradizionale mescola jazz moderno e "di tutto un po' ". Sono loro i maestri di cerimonia che dal palco di piazza S.Croce, con le sole chitarre acustiche, inaugurano una serata estremamente variopinta all’interno del genere. Sullo sfondo del parco dei laghi un vero e proprio viaggio del tempo: dal rhythm’n’blues dei Dog Party un ritorno alle origini con il Blues Power di Maurizio Bestetti e uno sguardo al new soul dei “Dirty”. E, ovviamente, il finale è Rock.






BLUES NIGHT

 







DOG PARTY




L'incredibile voce e il calore della chitarra di Luca Tocco, supportate da una superba sezione ritmica, con Davide Dalpiaz alle tastiere, Michele Bazzanella (Blucarma Band) al basso e Cristiano Dallapellegrina (Extrema, Negrita) alla batteria. Precisa nella tecnica, nei colori e nella forma, la R&B/soul band per eccellenza.

Luca Tocco (chitarra e voce), Davide Dalpiaz (tastiere), Michele Bazzanella (basso), Cristiano Dallapellegrina (batteria)






MAURIZIO BESTETTI BLUES POWER




Maurizio Bestetti (1952) suona Blues dal 1964. Per 5 anni con Cooper Terry, nel 1978 fonda la "Tre Castelli Blues Band" e con essa suona per un anno intero al Capolinea a Milano. Collabora con Louisiana Red, Bunny Foy, Tony Scott, Luois Heyes, Aida Cooper. Questa sera con Roberto Zecchinelli e Riccardo Orsi nasce così un trio semiacustico che, abbandonate le sonorità hard blues, ripropone quelle più arcaiche, un sapiente utilizzo della Slide ed un’accurata ricerca ritmica, Blues Power.

Maurizio Bestetti (chitarra e voce), Roberto Zecchinelli (basso), Riccardo Orsi (batteria)






DIRTY SOUL




Il loro suono ricco di feeling e potenti ritmiche esalta l’alchimia fra tradizione e innovazione. R&B, Jazz, Funk, Psichedelia, elettronica ed improvvisazione, conditi da una delle più grandi voci soul italiane, quella di Chris Costa, cantante e "Vintage Keyboarder", Michele Bonivento nella doppia veste di tastierista/bassista e Luca Bortoluzzi (ex Pitura Freska) alla batteria e percussioni. Il risultato è un coinvolgente viaggio tra le intramontabili sonorità "Vintage" e pulsazioni Funk e Jungle. La Band si è imposta immediatamente tra i migliori gruppi del "new soul" Europeo.

Chris Costa (tastiere, voce, live electronics), Michele Bonivento (tastiere/basso), Luca Bortoluzzi (batteria)






Electric Ringo Blues




Ringo Blues è un progetto acustico di Stefano Dallaserra, docente di chitarra e musica d’insieme presso la Scuola di Musica C.Eccher, e del chitarrista brasiliano d’origine e trentino d’adozione Paolo Tiago Murari. Con l’aiuto di una solidissima sezione ritmica “Electric Ringo Blues” racconta del buon vecchio blues i suoi sapori più decisi, riempito di funk, rock e tutte le contaminazioni che passano attraverso l'esperienza dei quattro giovani musicisti “nostrani”.

Stefano Dallaserra (chitarra e voce), Paolo Tiago Murari (chitarra), Ivan Lorenzoni (basso), Mattia Benuzzi (batteria)







Daniele Malvisi & Danilo Rea
Jazz for Peace




Recensione del CD apparsa su www.italianissima.net
“Un cd interessante nato su commissione: Sergio Noveri, direttore artistico del ''Festival internazionale per la pace di Assisi'', affido' nel 2004 a Daniele Malvisi la realizzazione di una collana di brani jazz che risultassero in sintonia con le tematiche affrontate dal Festival stesso.”

Particolarmente interessante il cd del Daniele Malvisi Quartet intitolato "Jazz for Peace" (M M Records), tanto per la componente strettamente musicale quanto per il motivo di fondo che sta alla base del progetto. Il tutto è nato nel 2004 quando Sergio Noveri, direttore artistico del "Festival internazionale per la pace di Assisi" ha commissionato allo stesso Daniele Malvisi il compito di elaborare un progetto: una collana di brani di jazz che risultassero in sintonia con le tematiche affrontate dal Festival stesso. A quel punto il sassofonista, che ammette di non avere avuto velleità di natura politica e di essersi voluto tenere al di fuori di ogni retorica e di messaggi particolarmente ambiziosi e altisonanti, ha pensato di dedicare ogni brano che fosse entrato a far parte del suo album ad un leader del movimento pacifista mondiale. I nomi che gli sono subito balzati alla mente avevano una portata tale che hanno fatto commentare a Malvisi l'idea in questo modo: "Trovarmi di fronte a queste icone immortali della nostra storia mi faceva sentire a disagio, incredibilmente piccolo e inadatto". E ammette di avere effettuato un approccio alla questione, a suo avviso, inizialmente sbagliato. Mettersi subito di fronte a un pentagramma per ricavare soluzioni musicali era una scelta inadeguata: la musica non si sintonizzava con il personaggio. A quel punto bisognava capovolgere il processo: dapprima immergersi nelle vite e nelle idee dei vari personaggi e solo in un secondo momento trasformare le proprie emozioni in musica. Così sono nati "Dancers", brano di apertura, motivato dal fatto che tutte le personalità di cui l'artista aveva studiato la biografia erano appassionati della danza; "Tears of Mahatma's Smile" e "Smiles of Mahatma's Tears" sono dedicati a Gandhi e sono centrati sulla straordinaria capacità di questo personaggio di controllare la lacrimazione, aspetto che ha colpito profondamente Malvisi; "Teresa's Way", dedicato a Madre Teresa di Calcutta, trasferisce la sua perseveranza e l'instancabile volontà di quella incredibile donna nei due accordi che si alternano immutati per tutta la durata del pezzo; "I Have a Dream", dedicato a Martin Luther King, è un blues lento dedicato alla terra e alla cultura da cui proviene il leader del movimento nero pacifista; così anche "Free Future", dedicato a Thomas Shankara (presidente del Burkina Faso), ripropone la cultura musicale dell'area geografica di riferimento attraverso un ritmato 12/8 di impronta afro. A seguire, "Futura/Mente" è dedicata a Nelson Mandela; infine "Peace" è una ballata di Horace Silver dedicata a tutti coloro che hanno la pace nel cuore. Il disco, al di là dell'occasione che ha determinato la sua realizzazione e dei suoi nobili significati, è di elevata qualità. Presenta un jazz classico, ben strutturato, alieno da ogni sperimentazione, eseguito magistralmente dallo stesso Daniele Malvisi al sax tenore, da Giovanni Conversano alla chitarra, da Gianmarco Scaglia al basso acustico e da Paolo Corsi alla batteria. Al loro fianco, come special guest, Danilo Rea al pianoforte.

Daniele Malvisi (sax tenore), Danilo Rea (pianoforte) Giovanni Conversano (chitarra), Gianmarco Scaglia (basso acustico), Paolo Corsi (batteria)







Franco Morone




Teja Gerken - Acoustic Guitar, March 2002

Morone has one of most identifiable sounds of anyone playing fingerstyle guitar today


Inserito a pieno titolo tra i grandi della scena chitarristica internazionale, Franco Morone è considerato il poeta italiano della chitarra acustica. Le sue melodie, di grande fascino, regalano emozioni sin dal primo ascolto, grazie anche alle sue originali interpretazioni. Ciò che sorprende nei suoi album è la bellezza sia delle composizioni originali che delle trascrizioni, dove anche temi antichi e popolari rivivono - sotto le sue dita - una seconda giovinezza. Per le sue ricerche e pubblicazioni in campo didattico, Franco Morone è oggi un punto di riferimento per molti chitarristi e appassionati che frequentano i suoi seminari in Italia e all'estero. Si esibisce regolarmente in Europa, USA e Giappone, ed è protagonista di prestigiose rassegne e festival internazionali.

Franco Morone (chitarra)







NonSoleJazz Quintet
Bagnoli, Cipelli, Rigotto, Tracanna, Zanchi

Concerto dei Docenti dei Seminari di NonSoleJazz





Roberto Cipelli è fin dal principio docente e coordinatore dei corsi di musica d’insieme di NonSoleJazz Festival. Al suo fianco Attilio Zanchi e Tino Tracanna, fedeli compagni nel Paolo Fresu Quintet, Stefano “Brush” Bagnoli, docente di batteria nei conservatori di Torino e Milano e Roberta Rigotto, docente di canto al CDM di Rovereto.

Quest’anno i cinque docenti si riuniscono sul palco per un concerto di musica originale, muovendosi dalle sonorità del Jazz tradizionale a quello più sperimentale.

Roberta Rigotto (voce), Tino Tracanna (sax), Roberto Cipelli (pianoforte), Attilio Zanchi (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria)







Ivan Valentini








Slanting Project

Il gruppo propone composizioni originali che si muovono nell’ambito di un contemporary jazz attento sia alla musica improvvisata europea che alla tradizione afroamericana. Le strutture musicali spaziano da forme più consuete a forme più aperte, sempre alla ricerca del massimo interplay fra i componenti.

Ivan Valentini (sax alto e soprano), Simone Pederzoli (trombone), Alessio Bruno (contrabbasso), Gregorio Ferrarese (batteria)





Blank Project

La formazione propone composizioni originali di Ivan Valentini. Dotato di un potente impatto sonoro, il gruppo si muove in un territorio trasversale ai generi Rock, Jazz, Contemporanea, Libera Improvvisazione. Ma i suoni che veramente lo connotano sono quelli che non suona…

Ivan Valentini (sax alto e soprano), Simone Pederzoli (trombone), Giorgio Casadei (chitarra elettrica), Alessandro Lamborghini (chitarra elettrica), Alessio Bruno (contrabbasso), Luca Cotti(basso elettrico), Dencs Daniel Csaba (batteria)








Orchestra Spaziale
All you need is Zappa, Beatles and Love




Nata nel 1998, l’Orchestra Spaziale costruisce il suo repertorio utilizzando sia composizioni originali del direttore Giorgio Casadei, sia brani di Burt Bachrach, Henry Mancini, John Barry, Frank Zappa, Stormy Six e Secondo Casadei (del quale nell’orchestra spaziale nessuno è parente). Dopo varie apparizioni in giro per l’Italia, con tale repertorio, l’Orchestra Spaziale comincia a lavorare su progetti rigorosamente tematici. Nel 2000 il Teatro Valli di Reggio Emilia commissiona a Giorgio Casadei e all’Orchestra Spaziale la realizzazione di un concerto interamente dedicato a Frank Zappa, nasce così il progetto Orchestra Spaziale meets Zappafrank. Nel dicembre 2003, in occasione del decennale della scomparsa di Zappa, il progetto viene ripreso in RAI con una diretta radiofonica a Radio 3 Suite. Segue, nel 2004, per le manifestazioni estive del Comune di Bologna, la realizzazione di RevolveR, progetto che consiste nella rilettura integrale di Revolver lo storico album dei Beatles. Nel 2007 due nuovi progetti vanno ad arricchire il repertorio dell’Orchestra Spaziale: We’re only in it for the Beatles, commissionato dal Conservatorio di Parma, per celebrare i quarant’anni del disco Sgt. Pepper and the Lonely Heart’s Club Band, consiste nell’accostamento di brani beatlesiani e brani zappiani del medesimo periodo.

Giorgio Casadei (direzione, chitarre, arrangiamenti), Raffaella Berto (voce solista), Ivan Valentini (sax contralto e soprano), Massimo Semprini (sax contralto e tenore), Alessio Alberghini (sax tenore, flauto), Marco Zanardi (sax baritono, clarinetto), Manolo Nardi (tromba), Luca Marianini (tromba), Simone Pederzoli (trombone), Giordano Bruno Tedeschi (trombone), Marco Belluzzi (tastiere, voce), Alessandro Lamborghini (chitarra elettrica), Luca Cotti (basso, voce), Dencs Daniel Csaba (batteria)






Heroes
by Michael Lösch



"Il pianista meranese Michael Lösch ha sviluppato una riflessione allargata sulla figura e sul mito dell'eroe toccando con leggera ironia anche i supereroi del fumetto: La lunga suite perfettamente congegnata da Lösch che respira senza forzature e con grande equilibrio delle parti, é stata splendidamente interpretata da un ensemble solido e pulsante dove spiccavano le figure di Steven Bernstein e Florian Bramböck."
Giuseppe Segala (Musica Jazz)

Prodotto dal ALTO ADIGE JAZZFESTIVAL in occasione del 200° anniversario della morte del combattente tirolese per la libertà Andreas Hofer, il progetto “HEROES” vuole essere una sorta di generale riflessione musicale sul tema dell’eroismo, mettendo a confronto personaggi dell’arco alpino che spaziano dallo scalatore al bardo, per elaborarli in modo improvvisato e privo di genuflessioni e celebrarne “… la libertà a modo loro!”

Fulvio Chiara (tromba), Martin Ohrwalder (tromba), Klaus Dickbauer (sax alto), Helga Plakensteiner (sax baritono), Peter Cazzanelli (trombone basso), Enrico Merlin (chitarra, live electronics), Micheal Löesch (hammond, pianoforte), Stefano Senni (contrabbasso), Paolo Mappa (batteria), Giuseppe Tedeschi (video)








NonSoleJazz Workshop Big Band
Diretto da Roberto Cipelli, Daniele Carnevali




Kenny Wheeler è un trombettista e compositore canadese attivo in Inghilterra dagli anni '50. Figlio di un trombonista, Wheeler nasce in Canada ma è in Inghilterra che acquisisce notorietà. Da subito si segnala come grande compositore e arrangiatore, lanciando anche nuovi stili per la sua nuova nazione, come quella della free improvisation.
E’ con la musica di Kenny Wheeler che quest’anno Roberto Cipelli e Daniele Carnevali hanno deciso di lavorare in un seminario rivolto all’orchestra Jazz del Conservatorio “F.A.Bonporti” di Trento.
Al concerto dell’orchestra Jazz si affiancano gli allievi, giovani e meno giovani, con anni di esperienza e svariati diplomi alle spalle oppure alle prime armi, dei workshop di musica d’insieme e di canto.
Dopo tre giorni di intenso lavoro insieme affrontano la sfida del live, nel suggestivo panorama del Lago di Tovel, dimostrando chi una poetica già formata, chi una passione ed una personalità in fermento, chi la sola ricerca della libertà espressiva.
Anche i bambini che hanno partecipato al laboratorio “Giochi in Jazz” gestito dalla Cooperativa La Coccinella hanno un piccolo spazio per esibirsi di fronte al pubblico di NonSoleJazz.

Docenti
Roberta Rigotto (Workshop di Vocalità)
Daniele Carnevali (Masterclass con l’Orchestra Jazz del Conservatorio F.A.Bonporti di Trento)
Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Stefano Bagnoli (Masterclass di musica d’insieme)




Nicola Fazzini & Elena Camerin
Lezioni Americane



Tributo ad Italo Calvino
NY e il jazz: composizioni e testi liberamente ispirati alle opere di Italo Calvino


Elena Camerin e Nicola Fazzini sono gli autori della musica e dei testi presenti nello spettacolo "Lezioni americane", un concerto dedicato alla figura dello scrittore Italo Calvino e strutturato in forma di trilogia. La prima parte è dedicata al sogno e al fantastico e vede brani quali "Il visconte" e "Taratara", dedicati rispettivamente ai romanzi "Il visconte dimezzato" e "Il barone rampante". Un sognante arrangiamento di Ron Horton de "Il lamento di Arianna" di Claudio Monteverdi chiude questo primo capitolo ispirato alle opere di narrativa, che evocano un allegorico ritratto in divenire dell'uomo, o meglio dell'intellettuale contemporaneo.
La seconda parte rivolge il suo sguardo surreale ed esilarante alle "Cosmicomiche", sottolineando l'ironia qui presente dell'autore e presentando composizioni ispirate ai racconti dell'opera. Il primo brano, "Ricotta Lunare", è legato al racconto " La distanza dalla Luna"; il secondo, "Mr Nobody", è ispirato a "La spirale" e l'ultimo, "Cannocchiali Curiosi", all'episodio "Gli Anni Luce".
L'ultima sezione, dedicata alle "Lezioni americane", vuol essere anche quella dell'incontro e della scoperta da parte di Calvino di alcuni aspetti della società e della cultura americana. Per questo motivo sono state accostate ai temi delle lezioni alcune forme musicali tipiche del jazz: lo standard "All the things are three" ispirato alla molteplicità; la leggerezza all'estatica ballad "Low moon" e la rapidità al frenetico blues finale "Move, move, move".

Elena Camerin (voce), Nicola Fazzini (sax), Khabu Young Doug (chitarra), Stefano Senni (contrabbasso), Tony Moreno (batteria)





NonSoleJazz Workshop Big Band
Diretto da Roberto Cipelli, Daniele Carnevali




Kenny Wheeler è un trombettista e compositore canadese attivo in Inghilterra dagli anni '50. Figlio di un trombonista, Wheeler nasce in Canada ma è in Inghilterra che acquisisce notorietà. Da subito si segnala come grande compositore e arrangiatore, lanciando anche nuovi stili per la sua nuova nazione, come quella della free improvisation.
E’ con la musica di Kenny Wheeler che quest’anno Roberto Cipelli e Daniele Carnevali hanno deciso di lavorare in un seminario rivolto all’orchestra Jazz del Conservatorio “F.A.Bonporti” di Trento.
Al concerto dell’orchestra Jazz si affiancano gli allievi, giovani e meno giovani, con anni di esperienza e svariati diplomi alle spalle oppure alle prime armi, dei workshop di musica d’insieme e di canto.
Dopo tre giorni di intenso lavoro insieme affrontano la sfida del live, nel suggestivo panorama del Lago di Tovel, dimostrando chi una poetica già formata, chi una passione ed una personalità in fermento, chi la sola ricerca della libertà espressiva.

Docenti
Roberta Rigotto (Workshop di Vocalità)
Daniele Carnevali (Masterclass con l’Orchestra Jazz del Conservatorio F.A.Bonporti di Trento)
Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Stefano Bagnoli (Masterclass di musica d’insieme)






BifunK Brass Band
Street Parade





BifunK, è un esplosivo ensemble composto da 15 elementi, nato con l’idea un po’ pazza di riproporre le sonorità funk-metropolitane mescolate con le atmosfere jazz delle Street-Band; la BifunK è composta da 5 sax, 3 trombe, 2 tromboni, tuba sousaphone e 3 percussionisti. La formazione è un piccolo microkosmos itinerante che si presta, grazie alla sua caratteristiche, a suonare nelle situazioni più strane dove la musica rimbalza senza soluzione di continuità dal funk al jazz, dal blues ai ritmi latini, al soul; non è quindi un caso se vicino ad uno standard di M. Davis, troviamo una composizione di J. Brown, se assieme a Pick Up The Pieces verrà proposto un brano di Tito Puente o dei mitici Blues Brothers…
… il filo conduttore sta nella personalità del gruppo che scaturisce dall’apporto artistico di ogni singolo componente.

Christian Stanchina, Alessio Tasin, Fabio Baù (trombe), Stefano Menato (alto sax), Fiorenzo Zeni, Matteo Cuzzolin (sax tenore), Giorgio Beberi, Marco Pisoni (sax baritono), Hannes Mock,Gigi Grata (tromboni), Roland Gruber, Hannes Petermair (tuba / sousaphone), Claudio Ischia, Bernard Stauder, Luca Merlini (percussioni)





Aperitivo Jazz
Con gli ensembles della classe di Jazz del Conservatorio “F.A.Bonporti” di Trento, diretti da Roberto Cipelli



Una serata all'insegna del jazz. Un appuntamento da non lasciarsi sfuggire, non solo per gli amanti di queste sonorità ma per quanti desiderano trascorrere una gradevole serata all'aria aperta ascoltando musica da intenditori e sorseggiando del vino compagnia. La suggestione è di trovarsi in un vero e proprio Jazz Club, allestito davanti alla scenografia unica di Palazzo Assessorile.






© 2010 Federico Odorizzi - Massimo Faes